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In The Nursery - “Praxis” (ITN Corporation)
“Nothing worthwhile can come out of our pens and hands unless it is by friction, collision with things and people” recita la frase di Cesare Pavese riportata sulle note di copertina di “Praxis”, nuovo lavoro in studio dei gemelli Klive e Nigel Humberstone con la sigla In The Nursery. Questo è il ventiquattresimo album di una saga che comprende singoli, album, colonne sonore, compilation e tale citazione ben si accorda con quella che è la lunga e decennale storia del gruppo e sulla filosofia che lo ha ispirato e che lo ispira. Come sembra lontana eppur così vicina quella primavera di due decenni orsono quando i due gemellini davano alla stampe il loro primo vinile, il mini “When Cherished Dreams Come True”: vedere oggi “Praxis” sugli scaffali dei negozi fa uno strano effetto, sembra quasi che il tempo non sia passato e che quel lontano mini-album sia uscito appena ieri. Eppure di acqua sotto i ponti ne è passata tanta da quei giorni dei primordi dark e molte sono le rive che hanno toccato con il loro lungo viaggio, che li ha portati ad approdare in mezzo a sinfonie romantiche così come al pop elettronico ed all’ambient. Nulla sembra essere sfuggito alle sapienti mani di questi due alchimisti di suoni ‘noir’ eterei e sognanti.
“Praxis” arriva dopo tre album realizzati lavorando su ‘side-projects’, quali la colonna sonora di “Hindle Wakes”, il lavoro multimediale “Engel” e la raccolta di remix “Cause + Effect”. Quello che abbiamo ora tra le mani è dunque il nuovo vero tassello della discografia in studio della band, a tre anni di distanza da quel “Groundloop” con cui si erano affacciati alle soglie del secondo millennio. Ne è valsa la pena però di aspettare, ché la nuova fatica è un album di assoluto valore, uno dei migliori realizzati dalla band negli ultimi anni. Insieme ai gemelli Humberstone troviamo ancora l’incantevole voce di Dolores Margherite e in un brano, “Outburn”, la novità dell’altrettanto fascinosa voce di Katz Kiely che si dipana sulle ali di un pianoforte classicheggiante e ci regala il picco maggiore di “Praxis”. I brani che vanno a comporlo sono in tutto dieci, forse pochi, ma nel frattempo potranno abbondantemente colmare la nostra fame e riempire le nostre giornate con le loro deliziose ed ammalianti trame.Ancora venti di questi anni Klive e Nigel!
di Lus |