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DIARY OF DREAMS
L'ultima volta che i Diary of Dreams sono capitati nella nostra penisola
è stata l'occasione del primo e forse mai dimenticato Festival
"The Ascension of the gods" in quel di Bassiano nel 1997.
E' appena uscito il loro nuovo lavoro "Panik Manifesto" e la
band è in tour in Italia grazie anche alla valida promozione della
Alterarts.
La band in questi anni ha avuto notevoli vicissitudini e avvicendamenti
interni, ha avuto un evoluzione musicale notevole ed il punto di riferimento
rimane sempre lui. Adrian Hates.
Mentre registro l'intervista bevo lentamente, e lascio che sia lui a parlare,
ad allargare le mie domande con le sue risposte profonde.
Parliamo dell'ultimo album, "Freak Perfume"
1- Quanto avete impiegato per scrivere le parole,
comporre la musica, registrarlo e produrlo? Quante energie sprecate
in tutto questo?
Adrian: E' difficile dire quanto tempo,
visto che il processo è stato complesso, ma principalmente due
anni: sai, mettere assieme tante idee, dentro ai pezzi tutta la tua vita,
quello che percepisci della realtà che ti circonda, e poi ricostruire
tutto in studio, lavorare sulle sonorità
un lavoro che principalmente
faccio da solo, come per gli stati di produzione successivi. Tutto questo
processo è molto lungo, complicato, e si ha bisogno del tempo necessario
per un lavoro che ti soddisfi appieno.
2- Le canzoni di quest'album che preferisco
sono: Traumtänzer, O'Brother Sleep, Chrysalis - quali sono le canzoni
che tu ritieni riflettano di più il tuo animo, la tua creatività,
le tue abilità?
Adrian: Non c'è una parte che
preferisco di un disco, lascio che questo venga fatto dal pubblico che
giudica il mio lavoro. Comunque i pezzi che hai citato sono brani a cui
do molta importanza. I testi parlano di sensazioni personali, la percezione
del mondo dal mio punto di vista, quindi trovi passione, forza, violenza,
però non troverai mai un riferimento o giudizio politico. Preferisco
incentrarmi sull'essere singolo piuttosto che sulla società.
3- Vi ho visto al M'era Luna 2000 dove avete
suonato nell'hangar: c'era troppa gente, faceva un caldo asfissiante
e non c'era nessun posto dove poter godere della vostra performance,
che invece ho potuto apprezzare nel 1997 a Bassiano, il primo festival
goth in Italia: cosa vi ricordate di quel festival, e come paragonate
quelle prime apparizioni agli show successivi, come quello di stasera?
Adrian: Da quelle prime apparizioni
ne è passato di tempo: ricordo ancora quel viaggio fatto in macchina
fin dalla Germania, un viaggio interminabile per arrivare in un posto
sperduto vicino a Latina. Poi la gioia di suonare dal vivo: la gente non
era tanta, ma si era creato un bel feeling, un'atmosfera indimenticabile.
Ringrazia l'organizzazione da parte mia. Da allora abbiamo fatto un numero
interminabile di concerti, abbiamo girato il mondo, siamo arrivati in
posti dove non ci saremmo mai aspettati di suonare, come il Sud Africa,
il Libano, abbiamo girato 15 paesi, e ora è partito questo nuovo
tour da Mosca.
[a questo punto gli ho detto che sfortunatamente non so parlare tedesco,
ma il russo è la mia seconda lingua, dopo l'italiano, e lui: "Spasibo"
che significa grazie
allora gli ricordo che oltre allo spasibo
in Russia si beve vodka. E lui: "No, la vodka no". Infatti normalmente
prima dei concerti non beve, se non un semplice succo di frutta, e in
generale non è un grande bevitore, NdR]
Adrian: È stato uno show che
non potrò dimenticare, uno spettacolo di fronte a 800 folli che
ti facevano sentire un calore incredibile. Comunque, per quanto riguarda
i grandi eventi, il Gothic Treffen ha funzionato meglio, l'acustica era
migliore, e il pubblico era ancora più numeroso di quell'edizione
del M'era Luna. Poi a me, suonare a quell'ora [mi sembra fosse intorno
all'ora di pranzo, NdR] non è mai piaciuto. Ma comunque il M'era
Luna rimane quel meraviglioso festival qual è, che ti da un'emozione
incredibile e ti inorgoglisce perché anche tu ne fai parte. Questa
sera mi sarei aspettato di trovarmi di fronte un pubblico più numeroso,
ma va bene lo stesso.
[Spiego ad Adrian che la situazione, almeno per quel che riguarda Roma,
è che la gente purtroppo per le serate del venerdì al Black
Out, aspetta la fine del concerto, per pagare di meno e passare la serata
ballando, magari la stessa musica che fino a 2 secondi prima il gruppo
aveva proposto live: a tal proposito 2 ragazzi, entrati per l'ultimo pezzo,
quindi a prezzo da discoteca e non più concerto, mi hanno chiesto
quale fosse il gruppo che stava suonando. Dopo avergli risposto, uno dei
2 ha sottolineato: "Forti questi
come?", NdR]
4- Puoi dirmi del terribile virus che ha infettato
il tuo hard disk (durante la lavorazione di Freak Perfume)? Come sei
riuscito a rimediare?
Adrian: Pensavo di aver perso completamente
i dati. All'epoca lavoravo sotto Windows, e sfortunatamente un virus dalla
rete mi ha infettato l'hard drive, e i programmi musicali non riuscivano
più a trovare i folders in cui erano contenute le tracce dei pezzi.
A questo punto ho mandato il macchinario ad uno società che si
occupa di salvare i data da hard disks infetti: questi signori sono in
grado di riparare un hard disk di un sottomarino affondato durante la
seconda guerra mondiale [ride, NdR]. Alcuni pezzi erano ormai irrimediabilmente
distrutti, ma sono riuscito a salvare gran parte del lavoro. Ho comunque
lavorato intensamente per la mia musica, cosa che faccio sempre. Ci sono
giorni in cui sei in studio dal momento in cui ti svegli al momento in
cui vai a dormire, e questo giorno dopo giorno. E così è
stato, specialmente nell'ultimo periodo della realizzazione di Freak Perfume.
5- Da dove nasce la passione per la scena elettronica,
e dove hai lasciato tutte le influenze goth che hai sfruttato nei Garden
of Delight? Risuoneresti mai, da ex-bassista, nuovamente quel genere
di musica?
Adrian: Sono influenzato dai generi
più disparati, partendo da gruppi quali Massive Attack, Lamb, fino
ad arrivare alla musica dei Pink Floyd, un gruppo che, anche ascoltato
dopo vent'anni, suona alla perfezione, e per qualità sonora e per
creatività rivaleggia con la musica di oggi. Poi ci sono quegli
splendidi anni '80 che hanno portato sonorità a livelli inimmaginabili,
cosa che mi ispira moltissimo nella musica che faccio. Per quanto riguarda
i GOD, è stato un periodo bello, che è finito, e ora guardo
al futuro. Non rinnego il passato, suono ancora il basso, ma quello per
me è un capitolo chiuso. Al momento però non posso dire
se mai rifarò qualcosa del genere, perchè magari oggi non
lo penso e fra 5 anni produco qualcosa di molto simile a ciò che
ora potrei rinnegare. Guardo al futuro con interesse, e non mi pongo di
questi limiti.
6- Cosa pensi della scena alternativa/EBM/gothic
in Europa, specialmente Germania e Paesi Nordici, ricordando che gruppi
come Covenant sono danesi, Icon of Coil e Apoptygma Berzerk Norvegesi,
per non parlare della nuova scena gothic finlandese con gruppi quali
The 69 Eyes e HIM, o metal come Sentenced, in grado, nel loro paese,
di scalare la classifica per raggiungere la vetta. Intendo, il diverso
trattamento dato a questa musica in paesi quali Paesi Scandinavi, Germania
e Italia
Adrian: La scena nel mio paese, la Germania,
è ottima, tanto che un'etichetta indipendente come l'Accession
[ovvero proprietà di Adrian, NdR] riesce a competere in uscite
e vendite con le majors. Per quanto riguarda le band che hai citato non
posso dire molto, se non che sono delle valide band con cui abbiamo suonato
dal vivo nelle stesse manifestazioni nel corso degli anni. Per l'Italia,
ho notato che la maggior parte delle band che mi mandano promo [per l'etichetta
di Adrian, NdR], hanno come preponderante il suono di chitarra, molto
Sisters of Mercy, molto Mission. E non solo: preferiscono voci molto profonde,
diciamo classiche del genere. Vorrei poter trovare dell'originalità,
cosa che fortunatamente accade, per esempio, nei gruppi che decido di
produrre. Io penso che l'audience ci apprezzi non solo per l'aspetto che
abbiamo sul palco, ma anche perché quando sente la nostra musica
prova emozioni e allo stesso tempo sente il bisogno di muoversi, di manifestare
le sensazioni interiori con il proprio corpo. È questo che vorrei
poter dire di molti di quei promo, e invece è proprio il contrario.
7- Quali band ti piacerebbe remixare?
Adrian: Non mi piace affatto fare remix,
in quanto preferisco impiegare il tempo a disposizione per creare nuova
musica o registrare nuovo materiale. Penso sia preferibile la creatività
piuttosto che modificare sequenze di suoni o lavorare suoni a tal punto
da rendere irriconoscibile un pezzo. Infatti, difficilmente potrai vedere
dei remix dei Diary. Nel nuovo EP, 40 minuti di musica, ci sono solo brani
inediti, e nessun remix. Lo faccio per una questione di qualità:
preferisco dare al pubblico 7 pezzi differenti piuttosto che 7 versioni
dello stesso pezzo.
8- Avete pubblicato 7 album ufficiali:Cholymelan
(1994 - riprodotto nel 1999 con brani aggiunti), End of Flowers (1996),
Bird without Wings (1997), Psychoma? (1998), Moments of Bloom (1999),
One of the 18 Angels (2000), Freak Perfume (2002) 3 MCD: O'Brother Sleep
(2001), Amok (2002), e il nuovo MCD appunto, disponibile da oggi 8 Novembre,
Panik Manifesto: potete dirmi qualcosa di questo nuovo EP?
Adrian: E' appunto un EP con 7 nuovi
brani, molto più oscuro e potente, scritto e registrato nel periodo
in cui si terminava Freak Perfume, e il periodo successivo alla sua uscita.
Come dicevo prima, non ho voluto includere alcun remix, ma donare 7 nuovi
pezzi, al prezzo di un miniCD. Mi sembra giusto che il pubblico abbia
il massimo da noi, e mi pare che il prezzo non sia eccessivo, visto che
ci sono gruppi che normalmente fanno dei dischi della durata di questo
nostro MCD, e li fanno pagare a prezzo pieno
9- Sin da quando One of the 18 Angels è
uscito, avete cambiato stile, poi un periodo con 2 cantanti, un aspetto
sempre diverso: ragioni per questa nuova direzione?
Adrian: Siamo un gruppo dinamico, in
continua evoluzione. Anche lo spettacolo di stasera è qualcosa
di diverso rispetto a quello che abbiamo fatto un anno o due anni fa.
Tendiamo sempre ad essere noi stessi, e non a legarci a certi stereotipi.
[mentre Adrian parla gli altri iniziano a prepararsi per il concerto:
si dipingono faccia ed occhi con strisce nere, NdR]
Ispirazione
10- Durante circa 10 anni siete stati capaci
di produrre così tanti dischi e nuove canzoni: da dove prendete
tutta questa ispirazione? E chi o cosa ha ispirato l'ultimo album? Una
mia amica mi ha tradotto un po' di Traumtänzer: è una canzone
che parla di un conflitto, una guerra in un cuore umano? Cosa c'è
di sessualità e amore in questi testi?
Adrian: C'è, come dicevo prima,
tutto quello che io provo. Sin da quando mi sveglio la mattina. Tutto
ciò che faccio e i miei pensieri, la mia filosofia, le mie credenze,
sensazioni, emozioni, forza, insomma, tutto il mio essere nella sua completezza.
11- Qual'è il rapporto che c'è
tra i membri della band? Potete separare l'amicizia dal lavoro?
Adrian: No, non possiamo farlo. Siamo
amici.
12- Che domanda vorresti ti fosse posta? Ne
hai la risposta?
Adrian: Fammi pensare. È una
domanda difficile. Mi pongo domande su tutto: quanto sia vasto l'Universo
e se davvero siamo gli unici suoi abitanti, se quindi esistano gli extraterrestri,
un Dio, gli Angeli, un'altra vita, domande esistenziali, e non solo. Ma
non si possono dare risposte così facilmente, sono domande troppo
complesse. Io mi posso fare questo tipo di domande, ma non so poi chi
possa darmi una risposta. Ragiono molto su questo. Sai, dietro ai DoD
in fondo non c'è solo musica, ma c'è comunque tutto un percorso
artistico, una filosofia, che spesso nasce da domande a cui cerco di dare
un senso attraverso la mia arte.
13- Dimmi qual'è la relazione tra ispirazione
ed elettronica: quando è utile e quando invece ci si dovrebbe
fermare e non utilizzarla?
Adrian: Prima viene la musica, poi l'elettronica.
L'elettronica è solo uno strumento, un passaggio successivo. Se
non c'è il pezzo e l'ispirazione che lo crea, l'elettronica non
serve a niente
14- Dimmi di internet: che pensi della pirateria
di mp3? E di tutta la promozione che la rete può dare a qualsiasi
band fuori dal circolo delle majors?
Adrian: Gli mp3 sono un bene e sono
un male. Sono nati per essere sfruttati sulla rete, ma alla fine diventano
un modo per uccidere la musica. Ti fanno conoscere in paesi come il Libano,
che mai in altro modo avrebbero potuto sapere della tua esistenza, ma
allo stesso tempo frenano la vendita di dischi, e quindi la possibilità
all'artista di emergere veramente.
15- Cosa conosci della scena italiana?
Adrian: Veramente poco, proprio non
ricordo [suggerisco Kirlian Camera], oh si, Kirlian Camera, certamente
li conosco.
16- Navighi mai su Internet? Mi racconti del
tuo sito, so che c'è stata una storia strana dietro
Adrian: Non ho tempo di navigare su
Internet, quindi conosco poco la rete. Per quanto riguarda il nostro sito,
al momento se ne occupa la ragazza del merchandising, che lo tiene costantemente
aggiornato. Io non ho il tempo materiale per farlo, in quanto mi occupo
della band e dell'etichetta. Non posso fare anche questo. C'è una
storia sul nostro sito. Prima avevamo un dominio con estensione .com,
ma improvvisamente il nostro sito venne sostituito da un sito porno. Un
russo aveva comprato non so come quel dominio, e per riaverlo indietro
ci aveva chiesto 750 dollari. A quel punto ho preferito comprare un dominio
con estensione .de, e il nostro sito infatti oggi è http://www.diaryofdreams.de
.
17- Tecnologia: che programmi usi per registrare?
Usi Cubase?
Adrian: Cubase è un programma
che va bene per divertirsi a casa. Anche se è più complesso,
mi trovo bene con Logic. Logic è molto professionale, e ti permette
di fare delle cose che con Cubase purtroppo non potrai mai realizzare.
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L'intervista è finita, Adrian mi chiede se vogliamo continuare
a parlare dopo il concerto, e così infatti sarà. Ma questa
è un'altra storia. Mi saluta, lo ringrazio, manda i saluti nuovamente
a Stefano Sciacca, e si va a preparare per il concerto, di cui pubblico
la scaletta qui di seguito:
1- Stranger than Traum:A
2- The Curse
3- O'Brother Sleep
4- Panik?
5- But the Wind was Stronger
6- At the Border of my Nation
7- Victimized
8- The Screma
9- End (Giftet)
10- Traumtänzer
11- AmoK
12- Retaliation
13- Soul Stripper
14- Chemicals
Z-Block 1:
15- Butterfly: Dance!
16- She
Z-Block 2:
17- Mankind
18- Exile
das Finale:
18- Chrysalis
Il concerto è stato splendido, non sono riusciti a rispettare
tutta la scaletta in quanto i tempi del Black Out hanno ridotto la durata
del concerto. Che è comunque durato quasi un'ora e mezza, un'intensità
e un'emozione sorprendente, che riempie il cuore. Se l'elettronica fosse
sempre in grado di toccare le corde del nostro cuore, come nel caso di
questo "diario dei sogni", saremmo capaci di apprezzarne di
più ogni sfumatura. Invece, purtroppo, spesso l'elettronica va
dietro le mode, e rimane fine a se stessa. Per fortuna esistono gruppi
come i DoD che sono maestri nel donarci queste forti emozioni.
di Alexander Nox |