|
ARGINE - Modena “Caffè Concerto” 19/03/05
Da tempo aspettavo il ritorno degli Argine in Emilia. Qui da noi, li abbiamo sempre visti nella splendida cornice del Castello di Arceto (RE). Questa volta l’evento è stato organizzato nella sala privè di un grazioso pub, il “Caffè Concerto”, in pieno centro storico di Modena, proprio di fronte al monumentale Duomo.
Saluto i ragazzi, e Corrado Videtta, voce, chitarra, nonché indiscusso “portavoce” degli Argine, mi confida che l’acustica del locale si presterà bene per i brani di “Luctamina in rebus” (1997), forse un pò meno per quelli dell’ultimo “Luci di Hessdalen” (2004); comunque mi rassicura dicendomi che sono gasatissimi e che daranno il meglio di loro stessi per eseguire un buon concerto (ma io non avevo dubbi!).
Il pubblico comincia a riempire la sala che in quei giorni ospitava la mostra di tele dell’artista Massimo Pedrazzi.
Il concerto inizia con una breve premessa degli Ashram: Alfredo e Luigi, rispettivamente violino e pianoforte degli Argine, e Sergio alla voce e chitarra acustica, ci ammaliano con una suadente colonna sonora che si accosta bene ai numerosi quadri che ci circondano. Suoneranno solo tre brani, molto poetici, romantici e decadenti; il loro è un dark dai tocchi classici, tenue e tristissimo. Venti minuti circa la durata della loro performance, comunque interminabili, talmente ipnotizzati da quel violino magico.
Il cantante si allontana silenziosamente ed altrettanto in sordina si presentano i restanti Argine. Incominciano subito con “Radjodramma” e l’impatto è notevole: dai suoni sensuali di qualche istante prima, veniamo destati da vere sferzate energiche. La voce di Cecilia è potente come non mai, ed è sorprendente come da una chitarra acustica ed un rullante possa uscire tanto rock.
La prima parte del concerto è dedicata soprattutto ai brani dell’ultimo album. Bellissimi dal vivo “I Nostri Occhi” e “Lucente Anima”, dove i testi introspettivi sono interpretati poeticamente da Corrado, ma anche “Girotondo”, puro rock anni ’80, e la mia preferita del nuovo album, “In Silenzio” caratterizzata da un giro di basso molto wave. Inoltre la presenza del bellissimo pianoforte a coda ha suggerito agli Argine di arricchire la loro scaletta di alcuni vecchi brani, come “Solitudo”, concepiti per soli piano e voce, che raramente avevo ascoltato nei loro live.
Dopo un’ora abbondante di concerto, abbiamo l’occasione di scoprire gli Argine in una veste che non mi era mai capitata di vedere dal vivo.
Il tutto incomincia con la casualità: si spezza una corda della chitarra (capita, quando si suona con passione ed energia), e mentre Corrado si apparta per procedere alla sostituzione, Riccardo parte con un giro di basso; scambio di sguardi, ed ecco che si aggiunge il violino, effettato con echi e riverberi; con discrezione si aggiungono anche dei rintocchi di pianoforte ed infine Alessio, con il suo rullante marziale e deciso, da il via ad una session di improvvisazione, che solo dei veri musicisti possono condurre con grazia e maestria.
Inconveniente superato, il concerto riprende. Ora è la volta dei brani più famosi, inutile nominarli tutti: Distacco, Urla, Le Rose; e le mie canzoni preferite: Memorie, Corpo Ed Anima, Magiche Armonie, Eterno Occidente. Il pubblico è entusiasta: canzoni cantate a memoria da tutti, applausi sentiti, ed ovazione ai tamburi iniziali di “Vene d’Acero”.
Il concerto volge alla fine, e siamo tutti soddisfatti. Gli Argine invece non sono particolarmente contenti: Corrado è deluso dall’acustica del locale che ha causato loro non pochi problemi, ma noi del pubblico non abbiamo avvertito alcun disagio, anzi a noi è risultata una performance impeccabile.
Dopo gli acquisti allo stand, gestito dalla bella e cordiale Rossana (boss della “Ark rec”, label degli Argine) la serata prosegue tra degustazioni di vino, saluti e commenti sul concerto, con i restanti ospiti.
Saluto gli Argine, visibilmente stanchi e provati dal viaggio, con l’augurio e la speranza di vederli al più presto in un locale più capiente, ed attrezzato di un impianto più idoneo ai concerti (senza essere costretto, per questo, ad andare fino a Lipsia…… ma questa è un’altra storia…..)
di Nico (foto Nico) |